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Simulazione di un futuro su Marte

Simulazione di un futuro su Marte: sono molti gli esperimenti tentati fino ad ora sul pianeta terra nella speranza di un esito positivo che porti ad iniziare davvero le attività sul pianeta rosso.

Simulazione di un futuro su Marte: Il nostro pianeta è ricco e unico, senza dubbio, ma la necessità di colonizzare nuovi mondi si insidia nell’uomo così tanto in profondità da non permetterci di comprenderne il reale motivo. Senz’altro si pensa che in un futuro non lontano le risorse primarie non saranno più sufficienti a causa della sovrappopolazione, oppure c’è chi crede che il nostro autolesionismo ci possa portare ad una guerra senza fine, tanto da obbligare i pochi superstiti a fuggire da una landa desolata, verso mondi alieni.

I viaggi spaziali sono ormai all’ordine del giorno, ma è ancora presto per spedire degli astronauti su Marte: si tentano quindi simulazioni di vita all’interno di un habitat marziano, ma ancora in territorio terrestre. Recentemente, un esperimento a lungo termine che ha ricreato una base simulata del Pianeta Rosso, non si è concluso come si sarebbe sperato.

Effetti collaterali

Alcuni dei peggiori effetti si sono riscontrati in merito al comportamento umano. Poiché gli astronauti dovranno rimanere all’interno della base per lunghi periodi, l’isolamento – tra i tanti ostacoli – sarà uno delle costanti negative a cui saranno sottoposti i coloni . All’interno della base simulata, scoprono gli scienziati, i partecipanti spesso diventano distanti e ribelli col passare del tempo.

Uno studio condotto dal Progetto SIRIUS, struttura Russa perle simulazioni, ha esaminato 17 esperimenti di isolamento che sono durati 120 giorni ciascuno tra il 2017 e il 2019. I partecipanti sono diventati sempre più autonomi con il passare del tempo, con una conseguente diminuzione della comunicazione con il controllo della missione.

Questi risultati sono preoccupanti in quanto la diminuzione delle comunicazioni con il controllo missione, non permette alla base Terrestre di comprendere quali problemi sorgono né come aiutare l’equipaggio nelle eventuali soluzioni. Inoltre, c’è anche da considerare che questo distaccamento emotivo potrebbe creare delle vere e proprie “rivoluzioni” o “ribellioni” degli astronauti, interrompendo le loro comunicazioni con gli organi di controllo della Terra.

Il lato positivo di queste simulazioni è stato il poter dimostrare una completa autonomia sia alimentare, ovvero la reale capacità di auto sostenersi grazie a tutte le necessarie attività legate alla crescita ed al mantenimento del cibo, sia sul lato personale in quanto l’aumento del problem solving permetterà, ai futuri coloni, una maggior comprensione dell’ambiente che li circonda e di come adattarlo a se stessi.